Avvio attività
SCIA e requisiti per aprire un ristorante, un bar o un caffè: cosa serve e come si procede
Redazione tischlein · Aggiornato il 16 ottobre 2026
La risposta in breve
In Italia per somministrare alimenti e bevande presenti una SCIA al SUAP del Comune e registri l’attività alimentare presso la ASL con la notifica sanitaria. Nelle zone senza tutela o programmazione la SCIA basta e puoi iniziare al momento della presentazione. Servono inoltre requisiti morali e professionali. Le regole cambiano per Regione e Comune: chiedi al SUAP prima di firmare l’affitto o di iniziare i lavori.
Cosa serve per aprire: SCIA, notifica sanitaria, requisiti
In Italia l’attività di somministrazione di alimenti e bevande (ristorante, bar, caffè, pizzeria al tavolo) si avvia con una SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività, presentata al SUAP del Comune. Il SUAP è lo sportello unico per le attività produttive; il portale impresainungiorno.gov.it raccoglie la pratica per il SUAP e la Comunicazione Unica.
Sono tre i livelli da tenere insieme: la SCIA (apertura dell’esercizio), la notifica sanitaria (registrazione come impresa alimentare presso la ASL, art. 6 del Reg. (CE) 852/2004) e i requisiti personali di chi gestisce il locale. In alcune Regioni la notifica sanitaria è inclusa nella stessa pratica.
Non esiste una licenza separata per il solo alcol: chi serve da bere rientra nella stessa SCIA o autorizzazione di somministrazione. Le ordinanze comunali possono però limitare orari e vendita da asporto di alcolici. Non lo abbiamo verificato per ogni Comune: chiedi al SUAP.
SCIA o autorizzazione: dipende dalla zona
Nelle zone senza tutela o programmazione la SCIA basta e l’attività può iniziare al momento della presentazione (così indica, per esempio, la Regione Lombardia). Nelle zone tutelate o nei Comuni con programmazione serve invece un’autorizzazione, e prima di averla non apri.
Non c’è una regola uguale in tutto il Paese: Stato, Regione, Comune e ASL intervengono su punti diversi. Il Comune del tuo locale ti dice se vale la SCIA o l’autorizzazione, e quali allegati vuole.
I requisiti di chi gestisce il locale
L’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 fissa requisiti morali e un requisito professionale. Il requisito professionale può essere soddisfatto in tre modi alternativi. Deve averlo il titolare o il legale rappresentante, oppure la persona preposta alla gestione dell’attività.
- Un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione di alimenti, istituito o riconosciuto da una Regione o provincia autonoma (il cosiddetto corso SAB).
- Almeno due anni, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni nel settore alimentare: in proprio, come dipendente qualificato, come socio lavoratore o come coadiutore familiare iscritto all’INPS.
- Un diploma di scuola secondaria o una laurea il cui piano di studi comprendeva commercio, preparazione o somministrazione di alimenti.
Il dettaglio dei requisiti morali non è riprodotto qui: lo trovi nello stesso articolo. Alcune Regioni controllano il corso fatto altrove con i propri criteri, per esempio la Lombardia.
Antincendio, locali e altre autorizzazioni
Bar e ristoranti di regola non rientrano nell’elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (Allegato I al DPR 151/2011). Ci rientrano gli impianti di produzione di calore sopra i 116 kW e i locali con caratteristiche di intrattenimento: l’attività 65 si applica sopra le 100 persone o i 200 m2. Una circolare del Ministero dell’Interno del 15 gennaio 2026 fissa criteri uniformi per bar e ristoranti rispetto ai locali di intrattenimento; il testo integrale non è stato letto qui.
Per i locali contano la destinazione d’uso, l’agibilità, gli impianti, l’accessibilità e il rumore. Qui non li abbiamo verificati: l’elenco degli allegati lo trovi nella modulistica del SUAP del tuo Comune.
Musica, dehors e insegne
La musica d’ambiente richiede due pagamenti: alla SIAE (autori) e alla SCF (produttori discografici). La SIAE applica un abbonamento annuale per superficie di servizio e dispositivi; la SCF si calcola tramite l’ufficio SIAE. L’abbonamento copre solo i dispositivi dichiarati, non gli eventi dal vivo.
I tavolini su suolo pubblico (dehors) richiedono una concessione comunale presentata tramite il SUAP, di solito con disegni e una dichiarazione tecnica, e il pagamento del canone unico patrimoniale. Ogni Comune ha il proprio regolamento. Vale una regola simile per le insegne, che però non abbiamo verificato nel dettaglio.
Il percorso passo per passo
Non abbiamo trovato una durata ufficiale della procedura. La SCIA funziona dalla presentazione; il percorso critico sono i locali: lavori, impianti e destinazione d’uso.
- Chiama o scrivi al SUAP del Comune: SCIA o autorizzazione, e quali allegati servono per il tuo locale.
- Verifica di avere il requisito professionale (corso, esperienza o titolo di studio) oppure nomina un preposto che lo ha.
- Controlla la destinazione d’uso e l’agibilità dei locali prima di firmare l’affitto.
- Scegli la forma giuridica e fai la Comunicazione Unica: Registro Imprese, partita IVA, INPS e INAIL.
- Presenta la SCIA al SUAP e, se la Regione non la unisce, la notifica sanitaria alla ASL.
- Se metti musica o tavolini fuori, attiva SIAE e SCF e chiedi la concessione per il dehors.
- Apri solo quando la pratica lo consente: dopo la presentazione ASL e Comune possono controllare e vietare l’attività se la SCIA è carente.
Errori che costano tempo
La maggior parte dei ritardi nasce da lacune della pratica o dei locali, non dall’ufficio.
- Affitto firmato prima di sapere se i locali possono essere usati come pubblico esercizio.
- Nessuna verifica del requisito professionale prima di presentare la SCIA.
- Notifica sanitaria dimenticata o presentata nel posto sbagliato, perché la Regione la gestisce in modo diverso.
- Musica e dehors attivati dopo l’apertura anziché prima.
Una breve telefonata al SUAP prima di iniziare ti risparmia spesso settimane. Chiedi quali allegati mancano più spesso e porta il tuo concetto.
Mentre la pratica va avanti: sito e menu pronti
Il tempo di attesa lo puoi usare. tischlein prepara il tuo sito, il menu digitale con allergeni e i turni, così il giorno dell’apertura non devi costruire più niente. Pubblichi quando tutto è in regola.
Domande frequenti
Serve una licenza per aprire un ristorante in Italia?
Non una licenza nel senso antico: si apre con una SCIA al SUAP del Comune, che nelle zone senza tutela o programmazione basta e vale dalla presentazione. Nelle zone tutelate serve invece un’autorizzazione. Chiedi al SUAP quale caso vale per il tuo locale.
Che requisiti servono per somministrare alimenti e bevande?
Requisiti morali e un requisito professionale (art. 71 D.Lgs. 59/2010): un corso riconosciuto dalla Regione, almeno due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio adatto. Deve averlo il titolare o la persona preposta.
Serve un’autorizzazione speciale per servire alcolici?
Non risulta una licenza separata: la somministrazione di bevande rientra nella stessa SCIA o autorizzazione. Le ordinanze comunali possono limitare orari e vendita da asporto. Chiedi al SUAP del tuo Comune.
Quanto tempo ci vuole?
Non c’è una durata ufficiale. La SCIA vale dalla presentazione, ma i tempi reali dipendono dai locali: lavori, impianti e destinazione d’uso. Pianifica diversi mesi prima dell’apertura.
Serve il certificato antincendio?
Di regola bar e ristoranti non sono tra le attività dell’Allegato I al DPR 151/2011. Lo sono invece gli impianti di produzione di calore sopra i 116 kW e i locali di intrattenimento sopra le 100 persone o i 200 m2. Verifica con i Vigili del Fuoco o un tecnico.