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Avvio attività

Aprire un caffè in Italia: concetto, locali, SCIA e cassa

Redazione tischlein · Aggiornato il 16 ottobre 2026

La risposta in breve

Un caffè lo apri con un concetto chiaro, locali con passaggio, una SCIA al SUAP del Comune e la notifica sanitaria alla ASL. Anche un caffè senza alcol somministra alimenti e bevande, quindi vale la stessa procedura di un ristorante, compreso il requisito professionale. Musica e tavolini fuori hanno regole proprie. I tempi dipendono dai locali: chiedi al SUAP prima di firmare l’affitto.

Quale concetto di caffè regge?

Un caffè vive dei clienti che tornano. Il concetto decide se tornano: caffè di specialità con una carta corta, colazioni, pasticceria, caffè con pranzo veloce o bar con aperitivo. Ogni concetto ha un orario di punta e un incasso medio diversi.

Scrivi il concetto su una pagina: target, offerta, fascia di prezzo, orari, particolarità. Chiediti con onestà cosa ti distingue dai tre caffè più vicini. In un caffè lo scontrino medio è piccolo: contano il passaggio e gli orari più della grandezza della carta.

Locali e posizione

Nel caffè il passaggio è il fattore di posizione più importante. Conta i passanti davanti al locale in un giorno feriale e un sabato, a ore diverse. Guarda se nelle vicinanze ci sono uffici, scuole, studi o zone residenziali.

Prima di firmare l’affitto verifica con il SUAP se i locali possono essere usati come pubblico esercizio: destinazione d’uso, agibilità, impianti, accessibilità e rumore. Questi punti non li abbiamo verificati in dettaglio, perché dipendono dal Comune.

Pratiche e requisiti

Un caffè senza alcol somministra comunque alimenti e bevande: la procedura è quella del ristorante. Le istituzioni possono cambiare da Comune a Comune, perciò vale l’informazione del SUAP.

  1. Scegli la forma giuridica e fai la Comunicazione Unica: Registro Imprese (Camera di Commercio), partita IVA, INPS e INAIL.
  2. Verifica il requisito professionale (art. 71 D.Lgs. 59/2010): corso riconosciuto dalla Regione, almeno due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio adatto. Deve averlo il titolare o il preposto.
  3. Presenta la SCIA al SUAP del Comune. Nelle zone senza tutela o programmazione basta e vale dalla presentazione; nelle zone tutelate serve un’autorizzazione.
  4. Presenta la notifica sanitaria alla ASL (art. 6 del Reg. (CE) 852/2004), di solito tramite il SUAP.
  5. Se metti musica attiva SIAE e SCF; se vuoi tavolini sul suolo pubblico chiedi la concessione per il dehors.

Dopo la presentazione ASL e Comune possono controllare e vietare l’attività se la SCIA è carente. Le regole di dettaglio sulla formazione degli addetti le fissa la Regione.

Alcol, musica e tavolini fuori

Non risulta una licenza separata per il solo alcol: rientra nella stessa SCIA o autorizzazione. Le ordinanze comunali possono limitare orari e vendita da asporto di alcolici; chiedi al SUAP.

La musica d’ambiente richiede un abbonamento SIAE per superficie e dispositivi e il pagamento alla SCF. I tavolini su suolo pubblico (dehors) richiedono una concessione comunale tramite il SUAP e il canone unico patrimoniale; il regolamento cambia da Comune a Comune.

Cassa, IVA e allergeni

Gli incassi si trasmettono ogni giorno all’Agenzia delle Entrate con un registratore telematico o la procedura web gratuita; al cliente va il documento commerciale. Dal 2026 va comunicato anche il collegamento tra POS e registratore (fonte secondaria).

Per l’IVA, alimenti e bevande serviti nel locale sono al 10 %. Per l’asporto l’aliquota segue il prodotto e non è sempre la stessa: bevande da asporto come birra, vino e bibite sono indicate al 22 % da guide secondarie, mentre per il cibo pronto la questione non è chiarita qui. Chiedi al commercialista prima di impostare i prezzi.

I 14 allergeni del Reg. (UE) 1169/2011 vanno comunicati anche per gli alimenti non preimballati, dai cornetti ai panini. Il listino prezzi va esposto in modo visibile.

Quanto costa?

Per i caffè non abbiamo trovato intervalli di costo affidabili, e preferiamo non inventare cifre. Le guide di settore indicano per i ristoranti intervalli molto ampi; per il tuo caffè raccogli preventivi per lavori, macchine, arredi, cassa e cauzione. Trovi il metodo e i programmi di finanziamento nella guida sui costi.

Sito, menu e turni prima del primo cliente

tischlein mette il tuo caffè online prima che tu abbia le chiavi: sito con orari, menu digitale con allergeni e turni. Dici alla chat cosa ti serve e controlli l’anteprima.

Domande frequenti

Serve la SCIA per aprire un caffè?

Sì: anche un caffè senza alcol somministra alimenti e bevande. Si presenta una SCIA al SUAP e la notifica sanitaria alla ASL. Nelle zone senza tutela o programmazione la SCIA vale dalla presentazione.

Serve un titolo di studio o un corso per aprire un caffè?

Serve il requisito professionale dell’art. 71 D.Lgs. 59/2010, ma può bastare l’esperienza: almeno due anni nel settore negli ultimi cinque. In alternativa un corso riconosciuto dalla Regione o un titolo di studio adatto. Lo deve avere il titolare o il preposto.

Posso servire alcolici nel mio caffè?

Non risulta una licenza separata: la somministrazione di bevande rientra nella stessa SCIA. Le ordinanze comunali possono limitare orari e vendita da asporto di alcolici. Chiedi al SUAP.

Devo pagare per la musica nel locale?

Sì, se metti musica d’ambiente: un abbonamento alla SIAE e un pagamento alla SCF. L’abbonamento copre solo i dispositivi dichiarati, non gli eventi dal vivo.